28° Regime: via libera Ue alle nuove regole per startup, digitalizzazione e partecipazione azionaria in Italia

Redazione

19 Marzo 2026

Il 28° Regime: la nuova forma giuridica europea per startup e scaleup

Il 18 marzo 2026, il Parlamento Europeo ha approvato un pacchetto di 107 articoli destinato a rivoluzionare il mondo delle startup in Europa. Si chiama 28° Regime, ed è una nuova forma giuridica pensata su misura per le startup e le scaleup innovative. Dietro a questo via libera, mesi di trattative intense, tra promesse di semplificazione e digitalizzazione spinta, ma anche questioni ancora aperte. L’obiettivo? Creare un mercato più integrato, ma non senza qualche ostacolo da superare. Si parla di capitale minimo, coinvolgimento dei dipendenti, governance digitale e procedure di insolvenza. Insomma, un quadro legale che punta a dare certezze a chi investe e a chi fa impresa nel Vecchio Continente.

Cos’è il 28° Regime e perché cambia le regole del gioco

Il 28° Regime è una proposta che introduce una nuova forma societaria, studiata per semplificare la nascita e la crescita delle imprese innovative in tutta Europa. Oggi, ogni Paese ha regole diverse che complicano la vita delle startup che vogliono espandersi oltre confine. Con questa nuova società a responsabilità limitata europea, si punta a superare questa frammentazione, uniformando le norme in tutto il mercato unico.

Potranno adottarla startup e scaleup, semplificando così la costituzione, la raccolta di fondi e la gestione quotidiana. L’obiettivo è ridurre la burocrazia e gli ostacoli normativi, creando un ambiente più aperto e competitivo per l’innovazione. In pratica, meno barriere per aprire un’impresa, più facilità per gli investimenti internazionali e un sostegno concreto all’imprenditoria tecnologica europea.

Dietro questo progetto ci sono associazioni di startup e gruppi di lavoro che hanno contribuito durante la fase di consultazione, influenzando la versione finale.

Digitalizzazione e semplificazione: il cuore della nuova società europea

Uno dei punti chiave del 28° Regime è la digitalizzazione totale del processo societario. Dalla costituzione alla gestione, tutto si farà online, senza più carta o procedure tradizionali. Gli imprenditori potranno completare ogni passaggio, dalla registrazione al voto in assemblea, via internet, risparmiando tempo e denaro.

Sarà creato un “single access point”, un portale digitale unico per accedere a tutti i servizi necessari ad avviare e gestire una società EU Inc. L’idea è eliminare la confusione dei vari sportelli pubblici e offrire un’esperienza uniforme in tutti i Paesi membri.

Un altro aspetto importante riguarda la gestione delle azioni e dei diritti di voto. Assemblee virtuali e votazioni elettroniche renderanno più semplice la governance, specialmente per aziende con soci o investitori sparsi in più Stati.

In più, le startup potranno partire con un capitale simbolico o addirittura nullo, una richiesta forte del settore, visto che spesso le imprese innovative non dispongono di grandi risorse all’inizio.

Nuove opportunità per i dipendenti e procedure di chiusura più snelle

La bozza introduce l’EU-ESOP, un piano azionario per i dipendenti delle startup. In pratica, i lavoratori potranno ricevere azioni come parte della retribuzione o acquistarle a prezzi agevolati. Questo strumento vuole aiutare le imprese a trattenere i talenti e a restare competitive nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda la chiusura delle attività, la proposta prevede una procedura semplificata di liquidazione, pensata per microimprese e startup. L’iter di insolvenza sarà digitale e più rapido, con la possibilità di vendere i beni aziendali online per recuperare risorse in tempi brevi. L’obiettivo è evitare lungaggini giudiziarie e rendere la chiusura meno costosa e più veloce.

Questi strumenti sono fondamentali per garantire un ciclo di vita dell’impresa completamente digitale e flessibile, dall’apertura fino alla chiusura.

Punti critici: il ruolo dei notai e la convivenza con le leggi nazionali

Non tutto è risolto. Il ruolo dei notai, per esempio, resta un nodo. In molti Paesi il loro intervento è ancora obbligatorio per costituire una società. Anche se la bozza limita il loro coinvolgimento con modelli standardizzati e procedure online, la digitalizzazione totale del processo non è ancora realtà.

Inoltre, la nuova società EU Inc. non cancella del tutto le leggi nazionali. Il regolamento stabilisce principi comuni, ma lascia spazio al diritto interno per tutto ciò che non è regolato a livello europeo. Questo può creare differenze di interpretazione e qualche ostacolo nel mercato unico.

La promessa di un registro europeo unico si traduce nel “single access point”, ma senza dettagli chiari su come sarà organizzato. Rimane un’incognita come si garantirà piena trasparenza e interoperabilità in tutta l’Unione.

Infine, la vastità del perimetro normativo – dalla costituzione all’insolvenza, passando per investimenti e governance – potrebbe incontrare resistenze politiche e rallentare l’adozione definitiva.

Il cammino verso la legge: tempi e prossimi passi

Dopo il voto di Bruxelles del 18 marzo 2026, il 28° Regime entra in una fase decisiva di negoziazioni. Toccherà al Consiglio dell’Unione Europea definire la propria posizione, quindi si passerà al trilogo, il confronto tra Parlamento, Commissione e Consiglio per trovare un accordo finale.

Se tutto andrà liscio, la norma potrebbe essere adottata entro il 2027. Da quel momento, entrerà in vigore automaticamente in tutti gli Stati membri, senza bisogno di recepimenti nazionali.

Il successo di questo iter sarà una tappa importante per un mercato unico più integrato e favorevole alle startup e alle imprese innovative.

Il messaggio di Bruxelles: un’Europa più concreta per l’innovazione

Dietro questa proposta c’è la volontà chiara di abbattere gli ostacoli che finora hanno frenato la crescita delle startup europee. L’Unione vuole offrire una struttura semplice, digitale e flessibile, capace di attrarre investimenti, trattenere talenti con strumenti azionari dedicati e accelerare l’ingresso sul mercato.

È un segnale forte: il mercato unico deve diventare più concreto e accessibile, non solo sul piano finanziario o strategico, ma anche normativo. Certo, il progetto resta un compromesso, con limiti che riflettono la complessità delle istituzioni europee.

Il 28° Regime è però il tentativo più maturo finora di dotare l’Europa di una società pensata per le startup. Non tutte le sfide sono risolte, ma il percorso legislativo è avviato e nei prossimi mesi si capirà come questa riforma prenderà forma definitiva.

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