Salvatore Borgese è il nuovo CEO di TAS: 30 anni di esperienza tra Nexi, Intesa Sanpaolo e innovazione fintech

Redazione

17 Marzo 2026

Salvatore Borgese ha appena preso il timone di TAS, un nome di spicco nel panorama italiano del fintech. Dopo quindici anni sotto una guida stabile, il passaggio di testimone non è solo una formalità, ma l’inizio di un nuovo capitolo. La sua missione? Spingere TAS oltre i confini tradizionali, tra intelligenza artificiale, cloud e digital assets. È un salto necessario, in un mercato che non aspetta e cambia alla velocità della luce. TAS, con quasi quarant’anni alle spalle, si prepara così a rinnovarsi senza perdere la propria identità, affrontando una sfida che è molto più di un semplice cambio al vertice.

Chi è Salvatore Borgese: una carriera nel cuore del fintech

Salvatore Borgese ha alle spalle più di trent’anni nel mondo finanziario, con una solida esperienza nell’innovazione tecnologica legata a servizi bancari e pagamenti. Ha iniziato in Banca CRT, oggi parte di UniCredit, e ha poi ricoperto ruoli di rilievo in realtà come NTT DATA, Nexi e Intesa Sanpaolo. Tra i suoi incarichi spiccano quelli di Direttore Generale di Banca 5 e di General Manager e Chief Commercial Officer di Mooney, società specializzata nei pagamenti digitali.

A fianco degli impegni aziendali, Borgese ha lavorato anche in ambito istituzionale: è stato nel consiglio direttivo di EPC, Bancomat e CBI, ha ricoperto la carica di Vicepresidente dell’Associazione Prestatore Servizi di Pagamento e ha avuto ruoli accademici all’Università Cattolica del Sacro Cuore, oltre a far parte del board del CeTIF – Divisione Banche. Questo mix tra esperienza pratica e istituzionale lo rende un punto di riferimento nel fintech italiano ed europeo.

La strategia di TAS: puntare su cloud, SaaS, AI e digital assets

La sfida di Borgese per TAS è chiara: unire i servizi bancari tradizionali con le piattaforme digitali più avanzate, cambiando così il modo in cui banche e operatori gestiscono pagamenti e transazioni. L’obiettivo è accelerare la migrazione verso il cloud, adottando modelli Software as a Service che offrano più scalabilità e flessibilità. Nel frattempo, l’azienda investe su intelligenza artificiale e digital assets, due fronti in forte crescita che promettono nuove opportunità di business e una maggiore efficienza.

Borgese vuole mantenere la solidità che ha permesso a TAS di gestire oltre 100 milioni di carte di pagamento, ma anche spingere l’azienda a essere protagonista della trasformazione digitale nel settore finanziario europeo.

TAS, storia e ruolo chiave nel fintech

Fondata nel 1982 a Roma con il nome Tecnologia Avanzata dei Sistemi, TAS si è fatta strada come fornitore di software e piattaforme per infrastrutture finanziarie, con particolare attenzione a sistemi per la gestione delle carte e l’accesso alle reti di pagamento. Oggi è quotata a Piazza Affari dal 2000 e gioca un ruolo da protagonista nel panorama italiano ed europeo, specializzandosi in monetica, pagamenti digitali e capital markets.

TAS non lavora direttamente con i clienti finali, ma è un attore fondamentale “dietro le quinte”: fornisce tecnologia a banche, istituti di pagamento e grandi aziende per funzioni come issuing e processing di carte, pagamenti istantanei, gestione della liquidità e compliance. Grazie a questo ruolo, TAS è la spina dorsale di molte attività finanziarie essenziali, confermandosi un partner tecnologico strategico per diversi istituti.

Reazioni e prospettive: una nomina accolta con fiducia

La nomina di Borgese è stata accolta con entusiasmo dentro e fuori TAS. Fabio Benasso, presidente del gruppo, ha sottolineato l’importanza di portare un manager con esperienza nei pagamenti digitali, capace di spingere l’azienda verso nuovi traguardi tecnologici e commerciali. Giuseppe Franze, partner di Rivean Capital – il fondo che detiene la maggioranza – ha parlato di una scelta che rappresenta continuità e ambizione, essenziali per consolidare TAS come un’eccellenza tecnologica a livello internazionale.

Valentino Bravi, che ha guidato TAS per 15 anni, ha messo in evidenza come la transizione mantenga solida l’azienda e rilanci la crescita sostenibile, confermando il suo impegno come azionista e membro del consiglio.

Borgese, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di valorizzare innovazioni come AI e digital assets, strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo futuro di TAS e dei suoi clienti.

Con una leadership esperta e una strategia chiara, TAS si presenta in vantaggio nel fintech europeo, proprio mentre la digitalizzazione dei servizi finanziari richiede risposte rapide e concrete. Il percorso tracciato per il 2024 punta a rafforzare la presenza nei mercati più promettenti, confermando il ruolo di TAS come partner tecnologico imprescindibile per banche e operatori impegnati nella trasformazione digitale globale.

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