Salvatore Borgese ha appena preso il timone di TAS, un nome di spicco nel panorama italiano del fintech. Dopo quindici anni sotto una guida stabile, il passaggio di testimone non è solo una formalità, ma l’inizio di un nuovo capitolo. La sua missione? Spingere TAS oltre i confini tradizionali, tra intelligenza artificiale, cloud e digital assets. È un salto necessario, in un mercato che non aspetta e cambia alla velocità della luce. TAS, con quasi quarant’anni alle spalle, si prepara così a rinnovarsi senza perdere la propria identità, affrontando una sfida che è molto più di un semplice cambio al vertice.
Chi è Salvatore Borgese: una carriera nel cuore del fintech
Salvatore Borgese ha alle spalle più di trent’anni nel mondo finanziario, con una solida esperienza nell’innovazione tecnologica legata a servizi bancari e pagamenti. Ha iniziato in Banca CRT, oggi parte di UniCredit, e ha poi ricoperto ruoli di rilievo in realtà come NTT DATA, Nexi e Intesa Sanpaolo. Tra i suoi incarichi spiccano quelli di Direttore Generale di Banca 5 e di General Manager e Chief Commercial Officer di Mooney, società specializzata nei pagamenti digitali.
A fianco degli impegni aziendali, Borgese ha lavorato anche in ambito istituzionale: è stato nel consiglio direttivo di EPC, Bancomat e CBI, ha ricoperto la carica di Vicepresidente dell’Associazione Prestatore Servizi di Pagamento e ha avuto ruoli accademici all’Università Cattolica del Sacro Cuore, oltre a far parte del board del CeTIF – Divisione Banche. Questo mix tra esperienza pratica e istituzionale lo rende un punto di riferimento nel fintech italiano ed europeo.
La strategia di TAS: puntare su cloud, SaaS, AI e digital assets
La sfida di Borgese per TAS è chiara: unire i servizi bancari tradizionali con le piattaforme digitali più avanzate, cambiando così il modo in cui banche e operatori gestiscono pagamenti e transazioni. L’obiettivo è accelerare la migrazione verso il cloud, adottando modelli Software as a Service che offrano più scalabilità e flessibilità. Nel frattempo, l’azienda investe su intelligenza artificiale e digital assets, due fronti in forte crescita che promettono nuove opportunità di business e una maggiore efficienza.
Borgese vuole mantenere la solidità che ha permesso a TAS di gestire oltre 100 milioni di carte di pagamento, ma anche spingere l’azienda a essere protagonista della trasformazione digitale nel settore finanziario europeo.
TAS, storia e ruolo chiave nel fintech
Fondata nel 1982 a Roma con il nome Tecnologia Avanzata dei Sistemi, TAS si è fatta strada come fornitore di software e piattaforme per infrastrutture finanziarie, con particolare attenzione a sistemi per la gestione delle carte e l’accesso alle reti di pagamento. Oggi è quotata a Piazza Affari dal 2000 e gioca un ruolo da protagonista nel panorama italiano ed europeo, specializzandosi in monetica, pagamenti digitali e capital markets.
TAS non lavora direttamente con i clienti finali, ma è un attore fondamentale “dietro le quinte”: fornisce tecnologia a banche, istituti di pagamento e grandi aziende per funzioni come issuing e processing di carte, pagamenti istantanei, gestione della liquidità e compliance. Grazie a questo ruolo, TAS è la spina dorsale di molte attività finanziarie essenziali, confermandosi un partner tecnologico strategico per diversi istituti.
Reazioni e prospettive: una nomina accolta con fiducia
La nomina di Borgese è stata accolta con entusiasmo dentro e fuori TAS. Fabio Benasso, presidente del gruppo, ha sottolineato l’importanza di portare un manager con esperienza nei pagamenti digitali, capace di spingere l’azienda verso nuovi traguardi tecnologici e commerciali. Giuseppe Franze, partner di Rivean Capital – il fondo che detiene la maggioranza – ha parlato di una scelta che rappresenta continuità e ambizione, essenziali per consolidare TAS come un’eccellenza tecnologica a livello internazionale.
Valentino Bravi, che ha guidato TAS per 15 anni, ha messo in evidenza come la transizione mantenga solida l’azienda e rilanci la crescita sostenibile, confermando il suo impegno come azionista e membro del consiglio.
Borgese, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di valorizzare innovazioni come AI e digital assets, strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo futuro di TAS e dei suoi clienti.
Con una leadership esperta e una strategia chiara, TAS si presenta in vantaggio nel fintech europeo, proprio mentre la digitalizzazione dei servizi finanziari richiede risposte rapide e concrete. Il percorso tracciato per il 2024 punta a rafforzare la presenza nei mercati più promettenti, confermando il ruolo di TAS come partner tecnologico imprescindibile per banche e operatori impegnati nella trasformazione digitale globale.
