10 - Visto per motivi familiari (VN): consente l'ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata, a tempo determinato e indeterminato, a:

a) allo straniero che intenda ricongiungersi con un familiare cittadino di Paese Terzo regolarmente soggiornante in Italia titolare di carta di soggiorno, di permesso di soggiorno (anche in fase di rinnovo) ovvero di visto d'ingresso di durata non inferiore ad un anno rilasciati per lavoro subordinato, lavoro autonomo, asilo, studio, motivi religiosi o per motivi familiari. Il visto è rilasciato alle categorie di familiari di cui all' art.29 T.U.:
1) coniuge non legalmente separato
2) figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati ovvero legalmente separati, a condizione che l'altro genitore, qualora sia esistente, abbia dato il suo consenso. Si considerano minori i figli di età inferiore ai 18 anni. I minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli (art.29, comma 2, T.U.)
3) genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese d'origine o provenienza ovvero genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute
4) figli maggiorenni a carico, che in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale, non possano mantenersi

Un caso particolare è quello del genitore naturale che viene ricongiunto dal figlio minore regolarmente soggiornante in Italia. Al genitore naturale è rilasciato un visto di ingresso per tale motivo, salvo che si tratti di persona espulsa o che deve essere espulsa o che sia segnalata come pericolosa, previa dimostrazione del possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso di tali requisiti da parte dell'altro genitore. (art.29, comma 5, T.U.).
Il
rilascio del visto è subordinato all'emissione del nulla-osta per "familiare al seguito" o "ricongiungimento familiare" da parte della Prefettura-Sportello Unico per l'Immigrazione competente (art.29, comma 7, T.U.) e da questo trasmesso per via telematica direttamente agli Uffici Consolari. 

I requisiti e le procedure per ottenere il nulla-osta al ricongiungimento familiare sono descritti in un apposito paragrafo di questa guida in linea.     

Ottenuto il nulla-osta, da utilizzarsi entro 6 mesi dalla data di rilascio, il familiare residente all'estero deve recarsi presso la Rappresentanza italiana per chiedere il visto d'ingresso, allegando la documentazione comprovante i presupposti di parentela, coniugio, minore età, mancanza di mezzi di sussistenza, o inabilità al lavoro.
I certificati relativi rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero sono legalizzati dall'autorità consolare italiana che ne attesta l'autenticità.
Nel caso in cui il possesso dei requisiti e delle condizioni previste non possano essere documentati in modo certo mediante certificati o attestazioni rilasciati da competenti autorità straniere, in ragione della mancanza di un'autorità riconosciuta, o comunque quando sussistano fondati dubbi sull'autenticità della predetta documentazione, le Rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di certificazioni, ai sensi di quanto disposto dall'art. 49 del dPR n. 200/67, sulla base dell'esame del DNA e delle verifiche e controlli ritenuti necessari, disposti ai sensi di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis del Reg. Att.. Resta onere del richiedente il visto comprovare l'assenza di altri figli nel Paese di origine o di provenienza per i genitori a carico di cui all'articolo 29, comma 1, lettera c) del T.U..
Le autorità consolari rilasceranno il visto di ingresso previa esibizione del passaporto e della documentazione di viaggio (art.6, comma 3, Reg. Att.).

Sezione a cura di Emilia L. Pauletti, Ufficio Stranieri, Settore Lavoro, Provincia di Treviso, in fase di aggiornamento ad aprile 2017.