L'Italia ha dato attuazione alla direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che si trasferiscono per svolgere attività di lavoro subordinato, come dirigenti, o lavoratori specializzati, o lavoratori in formazione, nell'ambito di trasferimenti intra-societari, attraverso l’adozione del d.lgs. 29 dicembre 2016 n.253 con l’obiettivo di agevolare i trasferimenti per i lavoratori non comunitari dipendenti di società transnazionali.

Il d.lgs. 29 dicembre 2016 n.253 ha riformato il Testo Unico Immigrazione (d.lgs. 25 luglio 1998, n.286, e succ. mod. ed integrazioni), introducendo, con l’art.27-quinquies T.U.I. e l’art.27-sexies T.U.I. due nuove ipotesi di ingresso in Italia di lavoratori extracomunitari "al di fuori delle quote" e in deroga alla programmazione generale prevista dal c.d. decreto flussi (artt.3 e 21 comma 1, T.U. Immigrazione). L’articolo 27-quinques T.U. Immigrazione disciplina l’ingresso e il soggiorno di lavoratori cittadini di Paesi terzi per trasferimenti intra-societari da Paesi extra UE; l’articolo 27-sexies T.U. Immigrazione disciplina, invece, il caso di mobilità intrasocietaria interna all’Unione Europea dei lavoratori stranieri, già regolarmente soggiornanti in un altro Stato membro, che si trasferiscono a lavorare in Italia.

 

Cosa si intende per trasferimento intra-societario?

Per trasferimento intra-societario “si intende il distacco temporaneo di uno straniero […] da un'impresa stabilita in un Paese terzo, a cui lo straniero è legato da un rapporto di lavoro che dura da almeno tre mesi, a un'entità ospitante stabilita in Italia, appartenente alla stessa impresa o a un'impresa appartenente allo stesso gruppo di imprese ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile. Il trasferimento intra-societario comprende i casi di mobilità dei lavoratori stranieri tra entità ospitanti stabilite in diversi Stati membri” (art.27-quinquies, comma 1,  T.U. Immigrazione).

 

Quali categorie di lavoratori stranieri possono essere trasferiti intra-società?

L'ingresso e il soggiorno in Italia per svolgere prestazioni di lavoro subordinato nell'ambito di trasferimenti intra-societari sono consentiti ai lavoratori stranieri in qualità di:

a) dirigenti, come previsti dall’art.2095 c.c., tale categoria è da riferirsi ad un lavoratore che svolge funzioni connotate da elevata professionalità, autonomia decisionale, responsabilità nei confronti dell'imprenditore, nonché da poteri di coordinamento e controllo dell'intera attività aziendale o di un ramo autonomo dell'impresa;

b) lavoratori specializzati, in possesso di conoscenze specialistiche indispensabili per il settore di attività, le tecniche o la gestione dell'entità ospitante, valutate, oltre che rispetto alle conoscenze specifiche relative all'entità ospitante, anche alla luce dell'eventuale possesso di una qualifica elevata, inclusa un'adeguata esperienza professionale, per un tipo di lavoro o di attività che richiede conoscenza tecniche specifiche, compresa l'eventuale appartenenza ad un albo professionale e per le professioni regolamentate è necessario il riconoscimento delle qualifiche professionali ai sensi del d.lgs. n.206/07. Tale ipotesi di ingresso ha sostituito l’art.27, comma 1, lettera g) del T.U. Immigrazione che è stata abrogata;

c) lavoratori in formazione, titolari di un diploma universitario, trasferiti a un'entità ospitante ai fini dello sviluppo della carriera o dell'acquisizione di tecniche o metodi d'impresa e retribuiti durante il trasferimento. Per valutare le qualifiche dei lavoratori soggetti al trasferimento si utilizza il quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) per l'apprendimento permanente. Questa ipotesi di ingresso ha sostituito l’art.27, comma 1, lettera f) del T.U. Immigrazione che è stata abrogata e disciplinava in combinato disposto con l’art.40, comma 9, del D.P.R. n.394/99, l’addestramento formativo in distacco (Circolare congiunta del Ministero dell'Interno e del Ministero del Lavoro n.521 del 9 febbraio 2017).

 

Quali sono le categorie di lavoratori stranieri esclusi dalla possibilità di trasferimento intra-societario?

Le norme sopra descritte non si possono applicare a coloro che:

a) chiedono di soggiornare in qualità di ricercatori ai sensi dell'articolo 27-ter TUI;

b) beneficiano dei diritti alla libera circolazione equivalenti a quelli dei cittadini dell'Unione Europea o lavorano presso un'impresa stabilita in Paesi terzi in virtù di accordi conclusi tra il Paese di appartenenza e gli Stati membri dell'Unione europea;

c) soggiornano in Italia, in qualità di lavoratori distaccati, ai sensi della direttiva 96/71/CE, e della direttiva 2014/67/UE;

d) svolgono attività di lavoro autonomo;

e) svolgono lavoro somministrato;

f) sono ammessi come studenti a tempo pieno o effettuano un tirocinio di breve durata e sotto supervisione nell'ambito del percorso di studi.

 

Qual è la procedura per richiedere il nulla-osta al fine di ottenere il visto di ingresso per il lavoratore straniero?

Il lavoratore straniero residente in un Paese extracomunitario si dovrà munire di apposito visto per entrare in Italia, che potrà ottenere solo a seguito della richiesta di nulla-osta presentata dal datore di lavoro. L'entità ospitante in Italia, in qualità di datore di lavoro, presenta la richiesta nominativa di nulla osta al trasferimento intra-societario allo Sportello Unico per l'Immigrazione (S.U.I.) presso la prefettura-Ufficio territoriale del Governo della provincia in cui ha sede legale l'entità ospitante. Al momento della presentazione della domanda lo straniero può essere fuori dal territorio dell’Unione europea o essere già stato ammesso nel territorio di un altro Stato membro.

Per accedere alla procedura telematica è necessario registrarsi al servizio di invio telematico sul sito del Ministero dell’Interno, nell'apposita sezione https://nullaostalavoro.interno.it ed è richiesto il possesso di un'identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), come previsto dalla Circolare del Ministero dell'Interno n.3738 del 04 dicembre 2018. Completata la fase di registrazione, si accede all'area “Richiesta moduli”, dove è possibile compilare la richiesta di nulla-osta al lavoro in casi particolari (art.27 d.Lgs. n.286/98) - richiesta nominativa di nulla osta al trasferimento intrasocietario per il distacco di dirigenti, lavoratori specializzati o lavoratori in formazione – Modulo ICT. Per inviarlo correttamente sarà necessario indicare tutti i dati obbligatori richiesti, così facendo l'avvenuta ricezione del modulo sarà subito disponibile nella home page dell’utente.

Lo Sportello Unico per l'immigrazione procederà, quindi, alla verifica della regolarità, della completezza e dell'idoneità della documentazione e, in caso di esito positivo, rilascerà il nulla-osta che verrà trasmesso agli uffici consolari di riferimento per il rilascio del visto. Quando il nulla-osta risulterà inviato all'Autorità Consolare, il lavoratore straniero dovrà recarsi presso la Rappresentanza diplomatica competente per richiedere il visto d'ingresso. Il nulla-osta al trasferimento intra-societario ha una validità non superiore a sei mesi dalla data del rilascio.

 

Quali sono i documenti richiesti per la presentazione della domanda di nulla-osta?

La Circolare del Ministero dell'Interno e del Ministero del Lavoro n.521 del 9 febbraio 2017 specifica i documenti da allegare alla richiesta di nulla-osta al trasferimento intra-societario che l'entità ospitante stabilita in Italia deve presentare allo Sportello Unico Immigrazione:  

  1. apposita documentazione che attesti legame societario;

  2. lettera di incarico, da parte dell'impresa stabilita nel Paese terzo (impresa distaccante), al trasferimento intra-societario del lavoratore dipendente presso l'entità ospitante (propria sede/filiale/rappresentanza/stesso gruppo di imprese), stabilita in Italia e contenente:

    • dati anagrafici del lavoratore straniero;

    • durata del trasferimento (massimo tre anni per i dirigenti e lavoratori specializzati e un anno per lavoratori in formazione);

    • data di assunzione del lavoratore straniero presso l'impresa distaccante (precedente di almeno tre mesi dalla data del trasferimento);

    • indirizzo in Italia dell'entità ospitante presso la quale il lavoratore straniero svolgerà l'attività lavorativa;

    • qualifica, esperienza professionale in possesso del lavoratore straniero (eventuale possesso di qualifica elevata, adeguata esperienza professionale per attività che richiede conoscenze specifiche, eventuale appartenenza ad un albo professionale, possesso del riconoscimento qualifiche professionali per le professioni regolamentate ai sensi del D. Lgs. 206/2007);

    • la qualifica e la mansione che ricoprirà in Italia (dirigente, lavoratore specializzato o lavoratore in formazione);

    • titolo di studio in possesso del lavoratore straniero (diploma universitario per il lavoratore in formazione);

    • piano formativo, approvato dal competente Ufficio Regionale, relativo al singolo lavoratore straniero in formazione contenente la durata, gli obiettivi formativi e le condizioni di svolgimento della formazione;

    • impegno al rispetto delle condizioni di lavoro, occupazione e retributive previste dalle disposizioni normative e dai contratti collettivi applicati ai lavoratori che effettuano prestazioni lavorative analoghe nel luogo in cui si svolge il trasferimento;

    • impegno ad ottemperare a tutti gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali previsti dalla normativa italiana, salvo che non vi siano accordi di sicurezza sociale con il Paese di appartenenza (in presenza di accordo di sicurezza sociale allegare attestato di copertura previdenziale rilasciato dall'Istituzione previdenziale alla quale il lavoratore è iscritto nel paese di origine con l'indicazione del periodo di copertura);

    • documenti di identità:

    • fotocopia del passaporto o documento equipollente del lavoratore straniero in trasferimento;

    • fotocopia del documento d'identità del legale rappresentante dell'entità ospitante richiedente (se straniero anche copia del titolo di soggiorno);

La lettera di incarico al trasferimento intra-societario dovrà essere tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'Autorità diplomatico/consolare italiana all'estero (fatte salve le diverse disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali in vigore per l'Italia).

 

In quali casi non è necessario richiedere il nulla-osta per il trasferimento intra-societario del lavoratore straniero?

Con una Circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro n.4338 del 20 dicembre 2019, hanno fornito indicazioni relativamente alla semplificazione della procedura di rilascio del nulla-osta per i lavoratori stranieri nell’ambito dei trasferimenti intra-societari previsti dagli articoli 27-quinquies e 27-sexies del Testo Unico Immigrazione (d.lgs n.286/98 e succ. mod. ed integrazioni). Il nulla-osta al lavoro può, infatti, essere sostituito da una semplice comunicazione telematica del datore di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione della proposta di contratto di soggiorno. La norma prevede che la procedura così semplificata possa aver luogo solo se l’entità ospitante ha sottoscritto col Ministero dell’Interno, d’intesa col Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, un apposito Protocollo d’Intesa, il cui schema viene esplicitato nella Circolare stessa.

La comunicazione viene poi trasmessa dallo Sportello Unico per l'Immigrazione alla Questura competente per la verifica dell'insussistenza di motivi ostativi all'ingresso dello straniero (il c.d. controllo di pubblica sicurezza). Quando il nulla-osta risulterà inviato all'Autorità Consolare, il lavoratore straniero dovrà recarsi presso la Rappresentanza diplomatica competente per richiedere il visto d'ingresso.

 

Com’è regolato l’ingresso e il soggiorno del lavoratore trasferito?

Entro otto giorni dall'ingresso nel territorio nazionale, il lavoratore straniero deve dichiarare la propria presenza allo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura che ha rilasciato il nulla osta. Nella stessa sede viene compilato il modello 209 che andrà spedito attraverso il kit-postale dall’interessato alla Questura competente tramite gli Uffici Postali abilitati, contrassegnati dal logo "Sportello Amico". Il permesso di soggiorno dovrà essere rilasciato in formato elettronico entro quarantacinque giorni dalla richiesta e riporterà la dicitura “ICT” (intra-corporate transfer).

Il permesso ha durata pari a quella prevista per il trasferimento intra-societario e può essere rinnovato, in caso di proroga del trasferimento, entro il limite massimo di tempo, stabilito per ciascuna categoria di lavoratori. Al termine del periodo autorizzato di trasferimento intra-societario, il lavoratore distaccato deve fare ritorno in un'entità appartenente alla stessa impresa o ad un'impresa dello stesso gruppo ubicata in un Paese extra UE.

 

Quanto può durare il trasferimento intra-societario?

La durata massima del trasferimento intra-societario è di tre anni per i dirigenti e i lavoratori specializzati e di un anno per i lavoratori in formazione. Tra la fine della durata massima del trasferimento intra-societario e la presentazione di un'altra eventuale domanda di ingresso nel territorio nazionale per trasferimento intra-societario per lo stesso lavoratore straniero devono intercorrere almeno tre mesi.

 

Quali sono le caratteristiche del permesso di soggiorno "ICT" (intra-corporate transfer) per trasferimento intra-societario?

Secondo la Circolare Ispettorato Nazionale del Lavoro n.1 del 9 gennaio 2017 i lavoratori provenienti da Paesi extra UE, distaccati in Italia, nell'ambito di trasferimenti intra-societari, beneficiano delle stesse condizioni di lavoro e di occupazione previste per i lavoratori italiani, che effettuano prestazioni di lavoro subordinato analoghe nel luogo in cui si svolge il distacco (c.d. livelli minimi di condizioni di lavoro e occupazione). È escluso, invece, l'accesso ad un alloggio e ai servizi forniti dai centri per l'impiego. Il ricongiungimento familiare è garantito al titolare del permesso di soggiorno ICT, indipendentemente dalla durata del suo permesso di soggiorno, ai sensi e alle condizioni previste dall'art.29 del TU Immigrazione. Ai familiari è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari di durata pari a quella del "permesso di soggiorno ICT".

 

Il trasferimento intra-societario è possibile anche se il lavoratore straniero di un Paese terzo lavora per un’impresa stabilita in uno Stato membro dell’UE?

L'art.27-sexies del T.U.I.(introdotto dal D.lgs. 253/2016) disciplina la possibilità di mobilità all'interno dell'Unione Europea tra entità ospitanti stabilite in Stati membri UE, di lavoratori stranieri, già in possesso di permesso di soggiorno ICT (intra-corporate transfer), rilasciato da altro Stato membro ed in corso di validità. Il lavoratore è autorizzato al trasferimento, che può essere di breve o lunga durata, ed a svolgere attività lavorativa presso una sede, filiale o rappresentanza in Italia dell'impresa da cui dipende o presso un'impresa appartenente allo stesso gruppo.

La mobilità di breve durata si riferisce ad un periodo non superiore a 90 giorni, distribuiti in un arco temporale di 180 giorni (Circolare Ministero del Lavoro n.521 del 9 febbraio 2017) e non necessita che l'entità ospitante in Italia richieda il nulla-osta. Il lavoratore straniero, titolare di permesso di soggiorno ICT rilasciato da altro Stato membro UE ed in corso di validità, inoltre, non deve richiedere il visto per entrare in Italia.

La mobilità di lunga durata si riferisce ad un distacco temporaneo superiore a 90 giorni e l'entità ospitante in Italia deve presentare la richiesta di nulla osta. La richiesta può essere presentata anche se il lavoratore ha già fatto ingresso in Italia, purché avvenga entro 90 giorni dal suo ingresso nel territorio nazionale. Anche in questo caso, l'ingresso del lavoratore straniero avviene senza un visto di ingresso. Inoltre, così come per l’art.27-quinquies T.U.I., se l'entità ospitante ha sottoscritto un protocollo di intesa con il Ministero dell'interno, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il nulla osta può essere sostituito da una comunicazione telematica, dall'entità ospitante allo Sportello Unico per l'Immigrazione. Entro otto giorni lavorativi dal rilascio del nulla osta, lo straniero dichiara allo sportello unico per l'immigrazione che lo ha rilasciato la propria presenza nel territorio nazionale ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, che recherà la dicitura "mobile ICT". Nelle more del rilascio del nulla-osta e della consegna del permesso di soggiorno "mobile ICT", al lavoratore è consentito lavorare in Italia (sempre che il permesso di soggiorno per trasferimento intra-societario ICT rilasciato da altro Stato membro UE sia in corso di validità). Anche nel caso di permesso di soggiorno "mobile ICT" è garantito il ricongiungimento familiare, anche se il permesso ha una durata inferiore all’anno. Ai familiari sarà rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari, di durata pari a quella del permesso ICT del richiedente.

 

Fonti 

direttiva 2014/66/UE

d.lgs. 29 dicembre 2016 n.253

Circolare Ispettorato Nazionale del Lavoro n.1 del 9 gennaio 2017. Oggetto: D.Lgs. n.136/2016 – attuazione della Direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 – distacco transnazionale di lavoratori – indicazioni operative al personale ispettivo.

Circolare congiunta del Ministero dell'Interno e del Ministero del Lavoro n.521 del 9 febbraio 2017

Circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro n.4338 del 20 dicembre 2019

 

Sezione a cura dell' Ufficio Stranieri, Servizi per l'Impiego, Veneto Lavoro - Ambito di Treviso, in fase di aggiornamento a gennaio 2022.