Quali sono gli ulteriori casi particolari di ingresso per lavoro stabiliti dal Testo Unico sull'Immigrazione?

L'art.27 del d.lgs. 25 luglio 1998, n.286 e succ.mod., Testo Unico sull'Immigrazione al primo comma stabilisce che "il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri [1]:

"f) persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani.
Questa lettera dell'art.27 del Testo Unico si riferisce alla possibilità d'ingresso di cittadini stranieri per poter svolgere in Italia attività nell'ambito di un rapporto di attività di tirocinio formativo funzionale al completamento di un percorso di formazione professionale

La lettera f) dell'art.27 del T.U. Immigrazione è stata modificata dallart.4, comma 1, lett. a), n.1), D.Lgs. 29 dicembre 2016, n.253, in precedenza prevedeva anche l'ingresso e il soggiorno per motivi di formazione professionale di lavoratori stranieri che svolgevano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientravano nell’ambito del lavoro subordinato. Si distingueva l'attività di addestramento sulla base di un provvedimento di trasferimento temporaneo oppure di distacco assunto dall'organizzazione dalla quale già dipendevano i lavoratori stranieri (art.40, comma 9, Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.394). Tale istituto ora è disciplinato dall'art.27 quinquies del TU Immigrazione che regola l'ingresso e il soggiorno di cittadini di Paesi terzi nell'ambito dei trasferimenti intrasocietari prevedendo anche ipotesi di lavoratori in formazionetitolari di un diploma universitario, trasferiti a un'entità ospitante ai fini dello sviluppo della carriera o dell'acquisizione di tecniche o metodi d'impresa che vengono retribuiti durante il trasferimento (cfr. sezione n.8, paragrafo n).

Per le attività di tirocinio formativo disciplinate dall'art.27, lett. f) T.U. Immigrazione, non e' richiesto il rilascio di un nulla-osta preventivo da parte dello Sportello Unico Immigrazione della Prefettura - UTG competente, ma il visto di ingresso, per motivi di studio o formazione, viene autorizzato sulla base di un visto sul progetto formativo, che viene rilasciato dalla Regione nei limiti delle quote determinate ogni tre anni (entro il 30 giugno) attraverso un decreto del Ministro del Lavoro di concerto con Ministro dell'Interno e degli Affari Esteri [2] (per il triennio 2020/2022 Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 09 luglio 2020 pubblicato in G.U. n.191 del 31/07/2020).

Alla richiesta di visto di ingresso deve essere allegato:
- il progetto formativo, vistato dalla Regione (art.40, comma 9 e 10, e art.44-bis Regolamento di Attuazione), redatto nella regione del Veneto in base di quanto disposto dalla D.G.R. del Veneto n.296 del 10 marzo 2015  (“Modifica della disciplina in materia di tirocini a favore di persone straniere residenti all'estero realizzati ai sensi dell'art.27, comma 1, lett. f) del D.lgs n. 286 del 25 luglio 1998 e dell'art. 40, comma 9, lett. a) del D.P.R. n.394 del 31 agosto 1999”) e relativo Allegato (cfr. fac-simile progetto formativo),  
- la convenzione tra l'azienda ospitante e l'ente promotore di tirocinio [3] che deve prevedere a favore del tirocinante una borsa lavoro, pari almeno all'importo dell'assegno sociale, e l'indicazione del luogo in cui alloggerà che deve essere idoneo (cfr. fac-simile Convenzione).

Il tirocinio può avere una durata minima di 3 mesi (fatte salve comprovate e ragionevoli motivazioni che ne giustificano una durata inferiore autorizzate dall’ufficio regionale competente) e una durata massima di 12 mesi, comprese eventuali proroghe (art.7, Allegato A alla D.G.R. del Veneto n.296 del 10 marzo 2015).

La procedura a livello locale prevede che in Veneto i tirocini siano attivati solo attraverso gli enti promotori a ciò deputati indicati dalle disposizioni contenute nella D.G.R. n.296 del 10 marzo 2015 e relativo Allegato e in particolare gli Enti iscritti nell’elenco regionale degli operatori accreditati ai Servizi per il Lavoro (ai sensi della legge regionale 13 marzo 2009 n.3), compilando l'apposita modulistica predisposta.

ll cittadino straniero che fa ingresso in Italia per tirocinio formativo ottiene un visto d'ingresso per motivi di studio/formazione presentando alla Rappresentanza diplomatica italiana del Paese di origine o di stabile residenza, oltre all'istanza, la convenzione e il progetto formativo vistato dalla Regione. Dopo aver fatto regolare ingresso nel territorio italiano, deve richiedere, entro otto giorni lavorativi, il rilascio del permesso di soggiorno elettronico alla Questura del luogo di dimora attraverso compilazione e spedizione di un apposito kit postale reperibile presso lo Sportello Amico di Poste Italiane (cfr. Linee guida Questura di Treviso - documenti necessari per il rilascio/rinnovo/conversione dei permessi di soggiorno degli studenti, dei tirocinanti e dei ricercatori stranieri).

 

Come si richiede il permesso di soggiorno per tirocinio formativo (art.27, comma 1 lett. f)T.U. Immigrazione)?

La competenza per il rilascio del permesso di soggiorno è "del Questore della provincia in cui lo straniero si trova" (art.5, comma 2, d.lgs. n.286/98 e succ. mod., Testo Unico sull'Immigrazione), o meglio del Questore della provincia nella quale lo straniero intende soggiornare. Il procedimento è ad istanza di parte, la richiesta deve essere presentata dal cittadino straniero entro il termine di 8 giorni lavorativi dall'ingresso in Italia, pena il rifiuto del permesso e l'espulsione, salvo "che il ritardo sia dipeso da forza maggiore" (es. ricovero ospedaliero...). 
La richiesta di permesso di soggiorno viene presentata alla Questura competente, non direttamente ma tramite gli Uffici Postali abilitati, contrassegnati dal logo "Sportello Amico", attraverso la compilazionespedizione di apposito kit postale (cfr. Linee guida primo rilascio permesso di soggiorno elettronico- kit postale).

Il permesso di soggiorno rilasciato per motivo di tirocinio formativo non consente di svolgere attività lavorativa (cfr. Circolare della Questura di Treviso del 1 febbraio 2019, indicazioni relative ai titoli di soggiorno che consentono o meno lo svolgimento di attività lavorativa) ma può essere convertito, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, o autonomo, solo dopo che lo stage si è concluso, ma nei limiti delle quote di programmazione dei flussi di ingresso previste dal Governo e previa stipula del contratto di soggiorno, o il rilascio dell'apposita certificazione da parte dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura competente (cfr. art.14, comma 6, Reg. Att.). La richiesta della quota, requisito per la conversione del permesso di soggiorno, si può presentare, anche prima della conclusione del tirocinio, tramite il portale del Ministero dell'Interno (scheda pratica "come fare per registrarsi"), ma solo nel caso in cui sia stato pubblicato un "decreto flussi" contenente quote specifiche per questo tipo di conversione di permesso di soggiorno (cfr. Linee Guida Questura di Treviso - documenti necessari per il rilascio/rinnovo/conversione dei permessi di soggiorno degli studenti, dei tirocinanti e dei ricercatori stranieri).

 

 

Il Governo, le Regioni e le Province autonome hanno adottato di recente le nuove Linee guida in materia di tirocini per cittadini stranieri residenti in un Paese extra-UE, che prevedono anche una  modulistica uniforme a livello nazionale e l'ipotesi di una piattaforma informatica. Le Regioni e le Province, nell'esercizio delle proprie competenze legislative e nell'organizzazione dei relativi servizi, si sono impegnate a recepire con propri atti normativi quanto disposto nelle Linee guida, entro 6 mesi dalla data dell'Accordo (5 agosto 2014). La Giunta Regionale del Veneto ha adottato una  D.G.R. del Veneto n.296 del 10 marzo 2015  e relativo Allegato, che modifica la disciplina regionale in questa materia, adeguandola all'Accordo assunto in sede di Conferenza Stato-Regioni e Province autonome. Siamo ancora in attesa di indicazioni definitive riguardo alla nuova modulistica che deve essere utilizzata dagli enti promotori di tirocinio. Nelle more si continua ad usare la modulistica fac simile di convenzione di tirocinio e di progetto formativo.

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, ha promosso il Programma “La Mobilita Internazionale del Lavoro”, attuato dal proprio ente strumentale Italia Lavoro S.p.A.. Nell’ambito di tale Programma è stato pubblicato un Avviso pubblico “a sportello” per la promozione della mobilità internazionale del lavoro attraverso tirocini formativi di cittadini stranieri che fanno ingresso in italia ex d.lgs. n.286/1998, art.27, comma 1, lett. f) e d.P.R. n.394/99, art.40, comma 9 lett. a) e comma10. I tirocini previsti da tale avviso dovevano avere una durata compresa tra un minimo di tre ed un massimo di sei mesi e concludersi entro il 31 agosto 2016.



Sezione a cura di Emilia L. Pauletti, Servizio Specialistico Stranieri Veneto Lavoro  Ambito di Treviso, in fase di aggiornamento a dicembre 2021.

[1] Straniero è colui che non ha la cittadinanza italiana e può essere:

 - cittadino comunitario quando ha la cittadinanza di uno degli Stati membri dell'Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria). I Paesi membri dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), i cittadini della Svizzera, della Repubblica di San Marino, del Principato di Monaco, delle Andorre e della Città del Vaticano, sono equiparati ai cittadini dell'Unione Europea, per quanto riguarda la libera circolazione nel territorio dell'Unione.

 - cittadino di Paese terzo, c.d. extra-comunitario, quando ha la cittadinanza di uno Stato non appartenente all'Unione Europea, ed in questa accezione viene considerato dalla normativa contenuta nel Testo Unico sull'Immigrazione d.lgs n.286/98 e succ.mod. e nel suo regolamento di attuazione d.p.r. n.334/99 e suc.mod. ed integrazioni.

[2] l'ultimo decreto pubblicato è questo: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Decreto 09 luglio 2020. Determinazione del contingente triennale 2020/2022 per l'ingresso nel territorio nazionale di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionali e tirocini formativi. (G.U. n.191 del 31-07-2020).

[3] i soggetti che possono essere enti promotori di stage o tirocini, in Veneto, sono indicati dall'articolo 6 della D.G.R. del Veneto n.337 del 6 marzo 2012 (Servizi per l'Impiego delle Province e organismi iscritti nell'elenco regionale degli operatori accreditati ai Servizi per il Lavoro ai sensi della L.R. del Veneto n.3/09). 

[4] il 19 luglio 2010 è stato sottoscritto un Protocollo tra Ministero dell'Interno e Confindustria, a cui potranno aderire le aziende associate alla medesima organizzazione, utilizzando la dichiarazione di adesione allegata allo stesso Protocollo.